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Dic 15 2009

Le sorgenti inquinanti

Inserito da admin at 07:58 sotto Igiene Ambientale

Le sorgenti inquinanti

Si definisce sorgente inquinante un “punto o luogo di punti da cui fuoriescono frazioni di tossico , disperse in una determinata matrice ( acqua, aria, suolo ed alimenti)”.Il tossico non è MAI ceduto da solo od in modo distinto ma è scaricato in una matrice che lo veicola .

Possiamo distinguere le sorgenti secondo l’ altezza e le modalità di scarico e pertanto possiamo avere sorgenti reali o virtuali; puntiformi, lineari, areali, volumetriche; istantanee, intermittenti, stagionali, continue; ad altezza negativa, nulla o positiva.

La sorgente reale scarica nell’ambiente tossici attraverso una modalità misurabile o in litri di acqua all’ora o metri cubi di aria all’ora. Nelle sorgenti virtuali invece il flusso di cessione dei tossici non può essere conosciuto perché lo scarico avviene in modo spontaneo per cessione (ad un terreno) o per evaporazione. Le sorgenti reali possono essere trattate e bonificate. Le sorgenti virtuali, non essendo conosciuto il flusso di cessione, non possono esserlo.

Tutte le sorgenti vanno collocate nello spazio (secondo gli assi x –y – z). Secondo questa rappresentazione abbiamo almeno 4 classi dimensionali delle sorgenti inquinanti.

Le sorgenti possono essere situate al di sotto del piano di campagna (falde di acqua sotterranea, discariche); a livello del piano campagna{discariche che restano a livello del suolo e possono cedere per dilavamento e trasformazione tossici nel terreno e da qui passare nella catena alimentare; traffico automobilistico che determina il rilascio del tossico a livello dell’aria}. In questo caso la popolazione è interessata attraverso matrici a volume definito per via ingestiva ( una più piccola parte per via inalatoria) da cancerogeni. Ci sono poi le sorgenti ad altezza media , (40 – 50 m dal suolo) e grande altezza (100 – 200 m dal suolo).

Le sorgenti di 20- 50 metri di altezza sono, nella maggior parte dei casi sono impianti industriali, impianti di [tele] riscaldamento, condomini, abitazioni in generale; le sorgenti di 100-200 metri di altezza sono dovute alle centrali termoelettriche(camini standard di 170 – 180 m ) .

In questi casi la matrice d’ingresso dei tossici è l’aria. Quindi la via preferenziale di esposizione è quella inalatoria. Interesserà quindi molto la distanza che intercorre tra la sorgente e la popolazione dovendo mettere in rapporto lineare la distanza tra Sa ed il/i nucleo/i abitato/i.

Hanno il vantaggio di sfruttare una grande diluizione del tossico prima della ricaduta al suolo. Lo svantaggio è rappresentato dai fenomeni naturali come i venti che possono determinare distribuzione a 360° e quindi essere interessati più nuclei di popolazione. La sorgenti di 40 – metri di altezza hanno una minore diluizione per cui la popolazione è più interessata anche se c’è poca possibilità di coinvolgere altri nuclei di popolazione.

La sorgente PUNTUALE può interessare popolazioni di un certo tipo non tanto in base all’età , al sesso , quanto in base al clima ( venti ) .

Il vento potrebbe , in base alla direzione assunta , determinare o meno l’interessamento dei nuclei abitati . Il rapporto tra sorgente puntiforme e popolazione è funzione delle condizioni geografiche , climatiche e topografiche della zona . Questo a prescindere dalla tipologia di persona , o lavoro svolto etc.

L’andamento è variabile nel corso dell’anno : non c’è luogo in cui i venti abbiano la stesa direzione ( le variazioni sono stagionali , addirittura orarie ) ; ci si riferisce pertanto al concetto di “prevalenza” ( intesa come frequenza ) della direzione dei venti , con una certa velocità .Se questa distribuzione ha omogeneità , c’è esposizione di popolazione : non ha senso determinare la variazione per età , sesso , abitudini di vita etc. ( i pendolari , ad esempio , avranno una esposizione inferiore a coloro che vivono e lavorano nella considerata area ) .

La sorgente LINEARE interessa la popolazione in funzione del percorso. Lungo il percorso che identifica una linea di sviluppo della sorgente si possono estrarre dei gruppi ( nuclei ) di popolazione ( ad es. coloro che vivono lungo i bordi di una strada , generalmente fino al secondo piano delle abitazioni. Anche chi ha motivi professionali come i poliziotti , vigili , netturbini , chi ha attività commerciali ,, i conducenti di mezzi pubblici , i casellanti autostradali pur se in cabine pressurizzate sono sottoposti ed un’esposizione come da sorgente lineare. Medesima esposizione hanno coloro che lavorano nelle primizie che possono assumere il tossico lungo il percorso che queste fanno. Il rischio di queste particolari tipologie professionali è elevato

Nella sorgente AREALE per come è stata definita deriva dall’insieme degli impianti ( di riscaldamento ) i tossici sono emessi nell’aria e ricadono con effetto “ad ombrello” , interessando tutti i cittadini dell’area. Si possono individuare gradienti territoriali che differiscono , sulla base del clima. Durante certi periodi dell’anno possono essere interessate più certe aree che non altre , ma sono comunque differenze trascurabili . Ogni tipologia di persona è interessata .

Nella sorgente VOLUMETRICA i tossici neoformati possono interessare aree diverse da quelle in cui si sono formati e possono costituire un rischio per ogni categoria di persone , con maggior pericolosità per soggetti già compromessi in qualche misura.

Aniello Mauro dr Cusati

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