Dic 14 2008
Domenica 6 aprile 2008 alle 13.00 Videochat con Pier Ferdinando Casini dalla redazione di Torino a LaStampa.it
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Dic 14 2008
LO RRAU’ RE NONNA PEPPINA
A le setti re la romeneca matina
tra veglia e suonno
a la ‘ntennata re mututino
te vocolava inta lo lietto
lo tuppi tuppi re l’arracciatora
‘ncoppa lo taglieri.
Accommenzava accussì lo rraù re nonnema:
inta lo tiàno re creta
mittìa a sfrìe roie capo r’aglio,
appena ‘ntaccate,
abbruscolàte, le llevava.
Miezzo cutrufièddo r’uoglio r’auliva
tre cocchiera re ‘nzogna fina
e l’arracciatòra era la conzata.
Dde frittole re lardo,
‘ncoppa ‘nna fedda re pane
re carosedda, ppe nui criaturi,
era la prima delizia.
‘Nna cepodda rossa, grossa, fina tagliata
a fuoco lento se ‘ndorava.
Sti grumi re cepodda arrascata,
già cco ‘nno sapore re carne,
‘ncoppa n’ata feddozza re pane
era la seconda delizia.
Attramente ca sfriìano le frittole
e se conzumavano le cepodde,
s’appreparava ‘nno cosciotto re grastato
apierto a ponta re curtieddo,
ingùto ra l’arracciatora, pitrusino,
aglio tritato fino fino
e piezzi re prosutto,
tutt’astrinto cco ‘nno capo re spào.
Sta specie re capocuoddo
vinìa stiso inta lo tiàno
e ppe ‘nno paro r’ora,
sempe pippitiànno
li sapuri e l’adduri se mmescavano
ogni tanto menannoce
‘nno miezzo bicchieri
re vino ianco, re cheddo sicco.
S’aggiungìano tre cocchiàra
re consereva, re chedda ristretta,
ca rìano a lo rraù
ddo culurito re viecchio mattone.
Sulo roppo, a conserva sfritta,
inta lo suco re la carne,
se ssuppolavano roie botteglie
re pemmarole re l’uorto, ‘mprofumate,
addove ng’era puri
‘nn’addore re vasilicoia.
Lo rriesto, l’avìa fa
‘nno fuoco lento re leona re cerza
ppe ddà sostanza a lo rraù re nonna Peppina.
Li fusiddi re carosedda,
appreparati ‘ncoppa ‘nna graddicedda
inta ‘nno mmesale re lino,
stìano a spettà dd’addecrio.
A l’una tutt’era pronto:
attramente li ‘mmitati assaggiavano
‘nna fedda re capicuoddo
re lo puorco r’auànno,
sintìano ‘nn’addore ca vinìa ra la cucina
addove se conzavano li fusiddi
inta ‘nna scafarèia
e ppe ogni spasa s’aggiungìano
rui cuoppi re rraù
e ‘nna manata re pecorino paesano.
Viniano portati ‘ntavola
fummichiànno
e te ‘nzuccaravano la vocca
t’aprìano lo core
te facìano parlà senza rancore
specialmente
si nge ‘ncazzàvi ‘ncoppa
‘nno paro re bicchieri re vino
tuosto, nioro, cheddo re li Cuozzoli,
ca se ‘ngegnava ppe le feste cchiù belle
e tutti ricìano:
pozzà ì ‘mParaviso ronna Peppina
ca sape appreparà chisto rraù.
da Moio della Civitella
Dic 14 2008
Gli alimenti hanno collocazione ambientale ma NON costituiscono uno stato indipendente della materia. Essi possono presentarsi in forma solida , liquida e possono derivare da attività
agricole , da lavorazioni industriali , discostandosi quindi dal concetto di matrice originaria .
Le tre matrici fondamentali [aria, acqua e suolo] si ritrovano generalmente nell’ambiente esterno : esse sono in realtà costituite da una struttura che si intende omogenea. In senso astratto , si parte dal concetto che siano tra loro indipendenti e distinte. A livello ambientale ciò non è vero perché esse sono collegate fra loro. Per esempio lo stato gassoso è interessato da frazioni di stato liquido ( nell’aria c’è infatti vapore acqueo ) o da particelle solide ( testimonianza dell’interazione tra aria e suolo ) .
Nell’acqua c’è ossigeno disciolto ed una parte dell’aria è sicuramente adsorbita al suolo ( si veda ad es. lo “strato arabile” , ove c’è una quantità di aria tale da permettere la crescita vegetale ) .
Esiste , quindi , contatto diretto tra una matrice e l’altra ; c’è “penetrazione” da una matrice ad un’altra , il sistema è un tutt’uno : vengono distinte solo per comodità di studio .
L’uomo ( U ) è influenzato dalle matrici nelle 24 ore perché ne fa uso per scopi di necessità e ricreativi , ma le influenza esso stesso , con i residui prodotti dalle sue attività . Da qui il concetto di AMBIENTE valido in Igiene Ambientale . “tutto ciò che circonda l’Uomo , e con cui esso viene in contatto in modo libero , con tutti gli effetti , soprattutto negativi , cui va incontro “
Contatto “libero” : si tratta di una condizione fondamentale , perché se non c’è la libertà del contatto con l’inquinante le condizione sono inevitabilmente distorte e non coincidono con la realtà dei fatti .
In Igiene Ambientale si dà per scontato che il contatto sia “libero” , ossia senza alcuna forma di impedimento .
Le quattro matrici costitutive dell’ambiente hanno tutte , nell’arco delle 24 ore , un contatto libero con l’individuo e la popolazione .
Il sistema è DINAMICO : varia ogni giorno a causa dei cambiamenti determinati dall’uomo , ma anche dagli eventi naturali e sociali ( immigrazione , attività produttive etc. ) .
C’è , pertanto , un possibile spostamento di tossici che dall’uomo si portano alle matrici ambientali e , viceversa , dalle matrici ambientali ritornano all’uomo .
L’uomo emette tossici nelle matrici e le matrici , quasi come nemesi ambientale , restituiscono , magari in altro luogo ed attraverso altre matrici , una frazione degli stessi tossici .
Il tossico può , ad esempio , essere introdotto nell’aria ma poi distribuirsi in acqua o a livello del suolo
Da qui , i possibili effetti negativi , e gli organi / apparati colpiti possono essere diversi da quelli più direttamente interessati dall’assunzione del tossico .
PROBLEMA : l’uomo assume tossici in modo inconsapevole .
Esistono inquinanti che non producono reazioni immediate ( allergiche , irritative
o più semplicemente olfattive ) ma manifestano i loro effetti nel tempo , con
reazioni ( spesso ) irreversibili ; tipico il caso dei cancerogeni .
La tipologia della natura del contaminante è fondamentale per capire la sua distribuzione
( possibile ) tra le matrici , e quindi gli effetti , ed i controlli adeguati per studiare la situazione .