Archive for Dicembre, 2008

Dic 14 2008

Domenica 6 aprile 2008 alle 13.00 Videochat con Pier Ferdinando Casini dalla redazione di Torino a LaStampa.it

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Domenica 6 aprile alle 13.00 Pier Ferdinando Casini dalla redazione di Torino a LaStampa.it
La latitanza delle persone oneste
ANIELLO CUSATI
La percezione di molti è che le persone oneste sono lontane dalla politica anzi la politica serve a fare carriera e a migliorare il business.
Lo scrivente nel 1995 assieme al suo direttore generale non esitò ad andare in tribunale a Milano e portare all’attenzione degli inquirenti una situazione scabrosa da cui nacque sanitopoli.Passata la normale notorietà fummo e siamo tuttora messi in disparte. Al contrario i corrotti, i patteggiatori ed i condannati si sono ricostruiti una “verginità morale e professionale”. Non di meno corruttori hanno aumentato il proprio peso politico. Aver difeso lo Stato e quindi tutti i cittadini ed aver in premio l’emarginazione lascia un’amarezza nel profondo dell’animo di dimensioni infinite.
Dopo una condanna - costume tipicamente italiano [altrove i Ministri si dimettono per aver regalato un biglietto aereo, normalmente accumulato con i punti ommaggio dei voli, alla figlia] - subita è normale presentare l’interessato in politica.Per giunta in una buona posizione.
Le chiedo ci possiamo aspettare una bonifica dei condannati e dei furbacchioni dalla politica? Non pensa che questa azione avvicinerà gli onesti alla politica?
Ci vuole più coragio a rompere con Berlusconi oppure perseguire quanto sopra?
Infine prova rimorso aver contribuito ad una legge elettorale che ha reso l’Italia ingovernabile?

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Dic 14 2008

Dedicato a tutte le NONNE DEL MONDO E A TUTTI I BUONGUSTAI

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LO RRAU’ RE NONNA PEPPINA

A le setti re la romeneca matina

tra veglia e suonno

a la ‘ntennata re mututino

te vocolava inta lo lietto

lo tuppi tuppi re l’arracciatora

‘ncoppa lo taglieri.

Accommenzava accussì lo rraù re nonnema:

inta lo tiàno re creta

mittìa a sfrìe roie capo r’aglio,

appena ‘ntaccate,

abbruscolàte, le llevava.

Miezzo cutrufièddo r’uoglio r’auliva

tre cocchiera re ‘nzogna fina

e l’arracciatòra era la conzata.

Dde frittole re lardo,

‘ncoppa ‘nna fedda re pane

re carosedda, ppe nui criaturi,

era la prima delizia.

‘Nna cepodda rossa, grossa, fina tagliata

a fuoco lento se ‘ndorava.

Sti grumi re cepodda arrascata,

già cco ‘nno sapore re carne,

‘ncoppa n’ata feddozza re pane

era la seconda delizia.

Attramente ca sfriìano le frittole

e se conzumavano le cepodde,

s’appreparava ‘nno cosciotto re grastato

apierto a ponta re curtieddo,

ingùto ra l’arracciatora, pitrusino,

aglio tritato fino fino

e piezzi re prosutto,

tutt’astrinto cco ‘nno capo re spào.

Sta specie re capocuoddo

vinìa stiso inta lo tiàno

e ppe ‘nno paro r’ora,

sempe pippitiànno

li sapuri e l’adduri se mmescavano

ogni tanto menannoce

‘nno miezzo bicchieri

re vino ianco, re cheddo sicco.

S’aggiungìano tre cocchiàra

re consereva, re chedda ristretta,

ca rìano a lo rraù

ddo culurito re viecchio mattone.

Sulo roppo, a conserva sfritta,

inta lo suco re la carne,

se ssuppolavano roie botteglie

re pemmarole re l’uorto, ‘mprofumate,

addove ng’era puri

‘nn’addore re vasilicoia.

Lo rriesto, l’avìa fa

‘nno fuoco lento re leona re cerza

ppe ddà sostanza a lo rraù re nonna Peppina.

Li fusiddi re carosedda,

appreparati ‘ncoppa ‘nna graddicedda

inta ‘nno mmesale re lino,

stìano a spettà dd’addecrio.

A l’una tutt’era pronto:

attramente li ‘mmitati assaggiavano

‘nna fedda re capicuoddo

re lo puorco r’auànno,

sintìano ‘nn’addore ca vinìa ra la cucina

addove se conzavano li fusiddi

inta ‘nna scafarèia

e ppe ogni spasa s’aggiungìano

rui cuoppi re rraù

e ‘nna manata re pecorino paesano.

Viniano portati ‘ntavola

fummichiànno

e te ‘nzuccaravano la vocca

t’aprìano lo core

te facìano parlà senza rancore

specialmente

si nge ‘ncazzàvi ‘ncoppa

‘nno paro re bicchieri re vino

tuosto, nioro, cheddo re li Cuozzoli,

ca se ‘ngegnava ppe le feste cchiù belle

e tutti ricìano:

pozzà ì ‘mParaviso ronna Peppina

ca sape appreparà chisto rraù.

Giuseppe De Vita

da Moio della Civitella

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Dic 14 2008

Gli alimenti e le matrici ambientali

Published by admin under Igiene Ambientale

Gli alimenti hanno collocazione ambientale ma NON costituiscono uno stato indipendente della materia. Essi possono presentarsi in forma solida , liquida e possono derivare da attività

agricole , da lavorazioni industriali , discostandosi quindi dal concetto di matrice originaria .

Le tre matrici fondamentali [aria, acqua e suolo] si ritrovano generalmente nell’ambiente esterno : esse sono in realtà costituite da una struttura che si intende omogenea. In senso astratto , si parte dal concetto che siano tra loro indipendenti e distinte. A livello ambientale ciò non è vero  perché  esse  sono collegate fra loro. Per esempio lo stato gassoso è interessato da frazioni di stato liquido ( nell’aria c’è infatti vapore acqueo ) o da particelle solide ( testimonianza dell’interazione tra aria e suolo ) .

Nell’acqua c’è ossigeno disciolto  ed una parte dell’aria è sicuramente adsorbita al suolo ( si veda ad es. lo “strato arabile” , ove c’è una quantità di aria tale da permettere la crescita vegetale ) .

 Esiste , quindi , contatto diretto tra una matrice e l’altra ; c’è “penetrazione” da una matrice ad un’altra , il sistema è un tutt’uno : vengono distinte solo per comodità di studio .

 L’uomo ( U ) è influenzato dalle matrici nelle 24 ore perché ne fa uso per scopi di necessità e ricreativi , ma le influenza esso stesso , con i residui prodotti dalle sue attività . Da qui il concetto di AMBIENTE valido in Igiene Ambientale . “tutto ciò che circonda l’Uomo , e con cui esso viene in contatto in modo libero , con tutti gli effetti , soprattutto negativi , cui va incontro “

 

Contatto “libero” : si tratta di una condizione fondamentale , perché se non c’è la libertà del contatto con l’inquinante le condizione sono inevitabilmente distorte  e non coincidono con la realtà dei fatti .

In Igiene Ambientale si dà per scontato che il contatto sia “libero” , ossia senza alcuna forma di impedimento .

Le quattro matrici costitutive dell’ambiente hanno tutte , nell’arco delle 24 ore , un contatto libero con l’individuo e la popolazione .

 Il sistema è DINAMICO : varia ogni giorno a causa dei cambiamenti determinati dall’uomo , ma anche dagli eventi naturali e sociali ( immigrazione , attività produttive etc. ) .

C’è , pertanto , un possibile spostamento di tossici che dall’uomo si portano alle matrici ambientali e , viceversa , dalle matrici ambientali ritornano all’uomo .

 L’uomo emette tossici nelle matrici e le matrici , quasi come nemesi ambientale , restituiscono , magari in altro luogo ed attraverso altre matrici , una frazione degli stessi tossici .

Il tossico può , ad esempio , essere introdotto nell’aria ma poi distribuirsi in acqua o a livello del suolo

Da qui , i possibili effetti negativi , e gli organi / apparati colpiti possono essere diversi da quelli più direttamente interessati dall’assunzione del tossico .

 PROBLEMA : l’uomo assume tossici in modo inconsapevole .

                         Esistono inquinanti che non producono reazioni immediate ( allergiche , irritative

                         o più semplicemente olfattive ) ma manifestano i loro effetti nel tempo , con

                         reazioni ( spesso ) irreversibili ; tipico il caso dei cancerogeni .

 La tipologia della natura del contaminante è fondamentale per capire la sua distribuzione

( possibile ) tra le matrici , e quindi gli effetti , ed i controlli adeguati per studiare la situazione .

 

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